lunedì 11 febbraio 2013

Dimissioni del papa

Oggi il papa ha dato le dimissioni.
Ho sentito un colpo in fondo al cuore. Forse perché non ci eravamo abituati. Forse perché pensavamo che il papa è una figura che sta lì, ma che la Chiesa va avanti lo stesso, tutto sommato, con la sua presenza, ma anche senza il suo diretto intervento. Ci sembra strano. Eravamo abituati a pensare che a 78 anni si potesse facilmente guidare un'istituzione che non richiede sforzo fisico, ma preghiera e consiglio. Non era vero e, in fondo, lo sapevamo. Nell'imperversare degli attacchi che la Chiesa e il papa hanno subito negli ultimi anni, pur pensando al "non prevalebunt", ci siamo resi conto che non doveva essere semplice per una persona della sua età sopportare quel peso. In fondo il papa è un uomo e non dobbiamo troppo meravigliarci di questa reazione che il papa ha avuto di fronte al un evidente declino delle sue forze fisiche. Forse abbiamo pensato pure che era il caso che lo facesse da tempo o magari non accettasse neppure il peso che è caduto sulle sue spalle nell'aprile del 2005. Ma non è stato così: nonostante il card. Ratzinger ha avvertito il desiderio - lecito - di ritirarsi a 77 anni per dedicarsi allo studio, ha deciso di accettare il peso del primato petrino. Ora, a quanto pare, non è più così e l'aver nominato vescovo appena un mese fa il suo segretario fa pensare che, come d'altra parte ci dice, la decisione è stata a lungo meditata e pianificata. Egli merita affetto e gratitudine, c'è scritto sul sito del Vaticano, e credo che sia proprio quello che personalmente cercherò di esprimergli.


da polisblog.it

giovedì 26 aprile 2012

lunedì 23 aprile 2012

domenica 22 aprile 2012

Passeggiata a Capri

Adesso vorrei portarvi a visitare con me un posto meraviglioso, dove mi è accaduto di vivere la sensazione déjà vu. Il 18 settembre 1988, due giorni dopo il mio arrivo nella città di Napoli, alcuni miei amici vollero portarmi a Capri. Il ricordo di quella gita per me è rimasto incancellabile, non solo perché incantato dalle bellezze dei luoghi, ma anche perché pensavo ai miei genitori, che qui erano venuti in viaggio di nozze, al jet set internazionale che era passato da qui e poi per quella sensazione speciale: come poteva essere che avessi l'impressione di esserci già stato se era la prima volta che mi trovavo a Capri? Quello scoglio in mezzo al mare dopo i Faraglioni venendo da Punta Tragara si chiama del Monacone. Si racconta che un frate della vicina Certosa abbia chiesto di essere sepolto lì... mica scemo! Questa passeggiata a mezza costa da Punta Tragara fino all'Arco Naturale è una delle più belle che si possano fare: la consiglio a tutti. Nel silenzio più assoluto, interrotto di tanto in tanto dal grido di un gabbiano o dal rumore di un'imbarcazione, ritrovi la calma e la serenità che quasi mai riesci ad avere. E ritrovi te stesso. E Dio.





Al ritorno il profilo davvero unico dell'isola si stagliava nel cielo al tramonto mentre la scia dell'aliscafo che ci separava dall'isola si allungava sempre più... Quell'immagine rimase talmente scolpita nella mia mente che provai a riprodurla a matita una volta tornato a casa. Venne sorprendetemente bene. Non sono più riuscito a disegnare il profilo dell'isola così bene: neppure guardandola e riproducendola di nuovo dal vivo.

domenica 15 aprile 2012

Presentazione di Biografie e Storie Aziendali http://www.storieaziendali.com/

sabato 14 aprile 2012

Biografie e Storie Aziendali






Dopo aver scritto la storia della privatizzazione della SME per essere stato uno degli impiegati che si sono rinchiusi nel moderno edificio del Centro Direzionale di Napoli dopo che i vertici della Finanziaria avevano deliberato di venderla a pezzi (1993), ho messo mano agli scritti - ero uno di coloro che inviavano le veline alla stampa - per fare un resoconto dell'accaduto "di prima mano" (2003). Nel 2001 ho fondato la ART Web Marketing per la promozione dell'arte sul web, attualmente attraverso il sito web http://www.presepenapoletano.it/.

Di seguito ho raccolto le testimonianze di Vittorio Coscia, un imprenditore del corallo e dei cammei di Torre del Greco e su Pietro Bucci, un insigne chimico professore universitario, ex Rettore dell'Università della Calabria e del Campus Biomedico di Roma. Nel 2011 ho pubblicato la biografia di Angelo Affinita un  industriale della provincia di Caserta, fondatore di un gruppo con oltre 400 dipendenti. Sempre nel 2011 ho pubblicato il sito http://www.storieaziendali.com/ per far conoscere l'attività di storytelling (non si offendano i puristi).

domenica 4 dicembre 2011

"P.S. Politicamente Scorretto". Guida pratica per ragionare con la propria testa - Premessa

Innanzitutto devo chiarire una cosa: ragionare con la propria testa, cioè ragionare, non è semplice. Non viene “spontaneo”. Questo succede a te, mi dirai, come vedi ti capisco, ma prova anche tu a capire me. Molti di noi sono convinti di ragionare con la propria testa e magari attribuiscono ad altri la mancanza di questo. In realtà non “basta” mettere due pensieri in fila per ragionare con  la propria testa… occorre studiare, approfondire, fare esperienza, non accontentarsi del primo giudizio che passa per la testa… o del primo giornale che si legge per farsi un’opinione, anche se si tratta di un normale molto accreditato e à la page. E poi… ecco la prima affermazione politicamente scorretta:

->per ragionare con la propria testa… occorre affidarsi prima alla testa degli altri.<-

Occorre lasciarsi consigliare, vagliare e poi formulare il giudizio e prendere le decisioni conseguenti.

Viviamo su questa terra da un milione di anni, sarebbe curioso pensare che riusciamo a risolvere i nostri problemi, per la maggior parte di loro, comuni a tutti gli altri esseri umani, prescindendo del tutto dall’esperienza accumulata nei secoli dagli altri. In realtà noi tutti siamo un condensato di pensiero comune, di cultura accumulata nei secoli, per cui questo ci dovrebbe riuscire naturale, ma non è così.

Un primo pericolo contro il quale questo libro vuole mettere in guardia è proprio questo: naturale è bello… si, ma bisogna intendersi sul significato di questa parola. Non tutto ciò che viene spontaneo, naturale, è opportuno.

Politicamente corretto è, infatti, tutto ciò che ci fa sentire sicuri, protetti, avallati dal “sentire comune”. È in un certo senso quello che uno può dire senza che nessuno dica niente, perché è quello che dice in alcuni casi la gente comune, ma nei casi più “raffinati” i benpensanti, quelli che la testa la usano bene, quelli che davvero hanno cultura, autonomia di giudizio, che sono considerati al “top” del pensiero, quelli che scrivono sulle grandi testate giornalistiche, non la gente qualunque… Già: sarà… ma non sarà forse che in questo modo, adeguandoci cioè a quello che dicono o scrivono i benpensanti ci staremo adattando anche noi ad un modo di pensare conformista, piatto, senza alcun apporto veramente originale e, soprattutto, “personale”? Non staremo anche noi incredibilmente entrando a far parte di un gregge forse meno evidente, forse più chic (magari di lana “cachemire”), ma comunque gregge. C’era qualcuno che duemila anni fa si sentiva pastore di un gregge che ancora oggi esiste. Pochi sono coloro che sono disposti a sentirsi oggi parte di un gregge, eppure sono veramente pochi quelli che davvero non ne fanno parte. Di un gregge si fa sempre parte, dell’uno o dell’altro, di una chiesa o di un’altra, ciascuna con i propri riti, le proprie liturgie…

Ho fatto parte del manipolo di persone –“75 colletti bianchi battono il governo” intitolava a nove colonne il Sole 24 ore - che nel 1993 si chiuse dentro un palazzo del centro direzionale di Napoli per impedire la privatizzazione della SME. Sporca faccenda della quale hanno parlato a lungo anche i giornali. Un bene dello Stato venduto – ma sarebbe meglio dire “svenduto” – a pezzi per sanare l’emorragia finanziaria del colosso statale IRI, allora moribondo. Un pezzo qua, un pezzo là… un pezzo a Cragnotti (e poi a Tanzi), uno alla Nestlè, uno a Benetton… e la sede napoletana della finanziaria, dove io lavoravo,  rimase definitivamente SME…mbrata nel 2001. Durante l’occupazione della sede centrale venne a farci visita il senatore Cossutta (…).

In realtà fare parte di qualsiasi gregge aiuta, è comodo, perché in molti casi evita di dover ragionare – che, come dicevo, richiede studio, fatica e coerenza – e questo in qualsiasi ambito: culturale, civile, politico, religioso.

Insomma l’apparenza inganna… e in questo libro mi sforzerò di svelare alcuni sistemi per evitare l’inganno, almeno in molti casi.

Ragionare con la propria testa a volte significa rimanere soli, essere incompresi, ma – tant’è – chi ragiona con la propria testa resiste, anche da solo, perché niente è più appagante per lui di percorrere il sentiero che porta alla verità.

Riuscire a
->rapportarsi correttamente alla realtà,<-

che, alla fine, è ciò che conta.
Per questo, però, non è sufficiente sviluppare un’autonomia di giudizio. Questo è molto – significa sapersi regolare, essere legge a se stessi, dall’etimologia del termine greco che poi, come si dice a Napoli, patria dell’epicheia, elasticità mentale, capacità di saper fare a meno di regole esterne… libertà interiore - ma non basta. Si tratta di adeguare la propria condotta alle proprie acquisizioni intellettuali, a ciò che si scopre essere la verità. Si tratta, in definitiva, di

->Onestà intellettuale.<-

Essa richiede impegno, coerenza, onestà innanzitutto con se stessi, riconoscere i propri errori. Il cammino sarà irto, faticoso, solitario, ma ne vale la pena. Un’altra norma fondamentale è quella di non cercare d’imporre agli altri una verità seppur faticosamente raggiunta, ma cercare la strada del dialogo e della condivisione di una base comune, che non significa l’annullamento delle differenze, ma la scoperta di un terreno comune sul quale costruire la città degli uomini, traendo spunto e ricchezza dalle differenze e dalle tradizioni, in attesa – almeno da parte di alcuni - di poter condividere - se possibile - anche quella celeste, insieme con gli altri.