lunedì 11 febbraio 2013

Dimissioni del papa

Oggi il papa ha dato le dimissioni.
Ho sentito un colpo in fondo al cuore. Forse perché non ci eravamo abituati. Forse perché pensavamo che il papa è una figura che sta lì, ma che la Chiesa va avanti lo stesso, tutto sommato, con la sua presenza, ma anche senza il suo diretto intervento. Ci sembra strano. Eravamo abituati a pensare che a 78 anni si potesse facilmente guidare un'istituzione che non richiede sforzo fisico, ma preghiera e consiglio. Non era vero e, in fondo, lo sapevamo. Nell'imperversare degli attacchi che la Chiesa e il papa hanno subito negli ultimi anni, pur pensando al "non prevalebunt", ci siamo resi conto che non doveva essere semplice per una persona della sua età sopportare quel peso. In fondo il papa è un uomo e non dobbiamo troppo meravigliarci di questa reazione che il papa ha avuto di fronte al un evidente declino delle sue forze fisiche. Forse abbiamo pensato pure che era il caso che lo facesse da tempo o magari non accettasse neppure il peso che è caduto sulle sue spalle nell'aprile del 2005. Ma non è stato così: nonostante il card. Ratzinger ha avvertito il desiderio - lecito - di ritirarsi a 77 anni per dedicarsi allo studio, ha deciso di accettare il peso del primato petrino. Ora, a quanto pare, non è più così e l'aver nominato vescovo appena un mese fa il suo segretario fa pensare che, come d'altra parte ci dice, la decisione è stata a lungo meditata e pianificata. Egli merita affetto e gratitudine, c'è scritto sul sito del Vaticano, e credo che sia proprio quello che personalmente cercherò di esprimergli.


da polisblog.it

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