mercoledì 2 ottobre 2013

Barilla, gigante dai piedi d'argilla (faciteme sta quieto)

L'episodio della disavventura mediatica sugli omosessuali di Guido Barilla, erede dell'impero della pasta italiana, marchio famoso in tutto il mondo, che è stato costretto a chiedere scusa agli omosessuali per aver parlato di famiglia normale come quella formata da un uomo, una donna e dei figli, mi spinge a fare qualche riflessione a voce bassa, finché sarà consentito farlo.

Riflessione numero 1 
Una persona normale non può fare un'affermazione normale sugli omosessuali senza essere minacciata (e perseguitata) dalla loro potente lobby

Riflessione numero 2
A quanto pare questa lobby è davvero potente

Riflessione numero 3
Se la lobby si mette di traverso l'imperatore della pasta è costretto a rimangiarsi quello che ha detto, anche se lo ha detto in maniera del tutto pacata e corretta e non solo: sarà anche costretto a prostrarsi e a chiedere scusa

Riflessione numero 4
Gli omosessuali meritano tutto il rispetto e la considerazione di ogni altra persona umana, ma non possono e non devono prevaricare, altrimenti corrono il rischio di essere emarginati o odiati peggio di come lo sono già (ed in effetti mi sembra che gli episodi di violenza agli omosessuali, esecrabili, siano in aumento)

Riflessione numero 5
Dato che è dimostrato che in molti casi la tendenza omosessuale non dipende dalla natura, ma da una scelta personale talvolta anche condizionata da una patologia, farei una distinzione fra i casi di malattia e tutti gli altri: i primi vanno curati, tutti gli omosessuali in ogni caso vanno integrati, ma con rispetto reciproco (etero verso omo, omo verso etero, la terminologia solo sessuale suona sgradevole, ma non è colpa mia, ce l'hanno imposta gli omo)

Riflessione numero 6
Si vuole equiparare la tendenza sessuale alla religione o alle convinzioni politiche. Ora, data la premessa precedente, se esiste una verità, ciò è del tutto assurdo, perché la verità non è elettiva, non si stabilisce per alzata di mano, ma è nelle cose (vedi il blog ragionareconlapropriatesta.blogspot.it) e nessuno può e deve essere discriminato: né l'omosessuale né me, se mi fanno impressione gli omosessuali. Ciascuno al suo posto, io non li discrimino, posso cercare di tenerlo per me, ma mi fanno impressione punto. E non mi sta bene che si sbaciucchino per strada e se succede di fronte a me e glielo dico, voglio essere rispettato nel mio senso del pudore e della decenza.

Riflessione numero 7
Si sta cercando di far passare la coppia omosessuale come una famiglia come tutte le altre. No!
Questo no. Non è come tutte le altre perchè non nasce naturalmente, non può svilupparsi naturalmente e non è "normale". Grazie a Dio le coppie normali sono altre. Queste sono coppie "diverse". Nessuno dubita che si tratti di coppie e nessuno glielo vuole impedire (anche se si sconsigliare), ma sono diverse. La normalità è un uomo e una donna (o una donna e un uomo).
L'adozione, poi, è del tutto aberrante. Vogliamo farci male da soli? Vogliamo provare a chiedere alla gente comune che ne pensa, oppure devono essere le cosiddette élite intellettuali a stabilire cosa è opportuno e non è opportuno fare della famiglia?

Chi la pensa diversamente merita rispetto? Certo, ci mancherebbe altro! Tuttavia per me è un infante che si balocca con l'idea di poter pensare quello che vuole, adescato dalle deformazioni dell'idealismo, ma la verità, come adeguamento di ciò che si pensa alla realtà, è un'altra cosa.

Per il momento mi fermo, ma "faciteme sta quieto...".

Nessun commento: