lunedì 21 ottobre 2013

Aiuto, avverto che mi stanno rubando la normalità!

Qualcuno mi sa dire come si fa ad evitare che due omosessuali si bacino di fronte ad un bambino?
Leggo nella Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa, approvata a Strasburgo il 18 gennaio 2006, che l'omofobia è la "la paura e l'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di persone gaylesbichebisessuali e transessuali (LGBT), basata sul pregiudizio". 
Wikipedia poi mi spiega che se temo l'omosessualità o anche se ne avverto l'impressione, il disagio, può darsi che sia io stesso omosessuale non dichiarato.
Ho l'impressione che un'elite intellettuale di omosessuali stia cercando di far passare per "normale" quello che, per definizione, non lo è, dal momento che si tratta di una sparuta minoranza, e fa pressione - e che pressione! - a livello nazionale e internazionale per far passare questo suo punto di vista mettendoti alla gogna se la pensi diversamente. 
Non è possibile fare un'indagine seria - intendo dire: non influenzata da pregiudizi che, mi dispiace, ma sono anche da parte omosessuale - nella quale risulti cosa pensa la gente comune degli omosessuali, del cosiddetto matrimonio omosessuale (è evidentemente una contraddizione in termini), dell'adozione da parte di omosessuali e del ruolo degli omosessuali nella società? Io sono convinto che potrebbero venire fuori tante cose interessanti.
La citazione di ciò che ha stabilito - con maggioranza risicata - l'Associazione degli Psichiatri Americani, e cioè che l'omosessualità non va considerata una malattia, mi sembra una forzatura, dettata anche dall'ostracismo che riceve chi non si allinea con il "modernopensiero". La mia esperienza, per quello che ho visto, è che spesso dipende dalla mancanza della figura paterna.

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