martedì 27 gennaio 2015

Gesù non usa le strategie di marketing corrette... o si?

Di sicuro non viene in modo da attirare l'attenzione.

Inizia bene, con la stella cometa e i Magi, ma poi si perde. Il suo albergo non è né a cinque, né a quattro stelle. Il suo albergo non c'è proprio, perché non c'è un albergatore disposto ad accogliere quella giovane donna incinta, quasi sul punto di partorire, con il suo giovane sposo. Allora se ne vanno in una grotta. Non c'è niente di meglio? Ma che razza di Dio è quello che sta per nascere? Che scelta assurda: un posto degno di animali, freddo e non proprio profumato Chanel 5...

Gli angeli non vanno dagli opinion leader e a parte i Re Magi, che arrivano in un secondo momento, i primi ad essere avvertiti sono i pastori, abituati a stare soli, a dormire all'addiaccio e non sanno quasi spiccicare una parola. Gente semplice, insomma, alla quale è destinato l'annuncio più importante della storia: "vi" è nato un Salvatore.

E poi la star è un bambino in fasce, che sorride, piange, prende il latte materno, esattamente come tutti gli altri. Il "prodotto" non ha elementi specifici che lo caratterizzino...

Inoltre non frutta incassi, anzi, sembra suo padre deve cercare lavoro perché nel giro di pochi giorni sarà costretto a fare le valigie - si fa per dire - e ad andarsene perché il bambino appena nato diventa improvvisamente inviso al re che lo cerca per ucciderlo ritenendo, nella sua motivata follia, che quel bambino avrebbe messo in pericolo il suo regno.

Eppure nonostante tutti questi errori di marketing la Chiesa oggi è qui, dopo duemila anni che è stata fondata da Cristo e noi uomini non siamo ancora riusciti a distruggerla. Abbiamo gente al suo interno che l'ha maltrattata, imbrattata, deturpata, ma è ancora viva, è lì, nei sette milioni di persone che sono andate a vedere il papa nelle Filippine, in tutti quelli che s'impegnano e combattono ogni giorno, animati dallo spirito di Cristo, i cristiani, in situazioni a volte disperate come quei milioni ed in situazioni molto più ordinarie, anche apparentemente grigie, ma non per questo meno importanti.

In un suo saggio del 2000 ("Gesù lava più bianco") Bruno Ballardini spiega come mai questo è avvenuto. Egli individua 5 punti strategici di marketing, con i quali spiega il successo planetario della Chiesa cattolica:
  1. un logo riconoscibile da tutti: la croce
  2. punti vendita ai quattro angoli del pianeta: le chiese
  3. campagne di marketing e pubblicità per secoli sapientemente orchestrate dalla Casa-Madre
  4. un amministratore delegato riverito: il Papa
  5. un prodotto "superiore" distribuito gratuitamente: la dottrina
(item e link ripresi da Wikipedia)

Tuttavia il dato, indiscutibile, di permanenza così lunga nella scena mondiale non deve far pensare ad un'affermazione vittoriosa, come quella alla quale farebbe pensare la parola "successo", dal momento che, come tutti vediamo, spesso il mondo va da un'altra parte e gli stessi fedeli spesso si comportano da infedeli, nel senso che non sono coerenti con la fede che professano. Dio alla fin fine vince nei cuori delle persone, poche, che lo prendono davvero come riferimento della propria vita, nonostante non lo vedano, nonostante a volte sembra che non lo sperimentino e nonostante tutto vanno avanti lo stesso più o meno tranquille sapendo dentro di sé che Chi che le ha fatte non le abbandona... del tutto.

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